Documento politico programmatico sul distretto dei servizi/mercati
agroalimentari all'ingrosso di Milano
Vista la politica e la gestione pratica dell'amministrazione comunale
e di Sogemi spa (società controllata al 99,97% dal Comune
di Milano) e il perdurante disimpegno in questo rilevante settore
dell'economia milanese, si rende necessaria e urgente una inversione
di tendenza.
A tale proposito, richiamiamo qui alcuni aspetti economici e gestionali
che vanno assolutamente considerati per analizzare concretamente
lo stato delle cose, attuando, anche nell'immediato, iniziative
di rilancio del settore.
In prima istanza, va ricordato che:
- Il Mercato di Milano è l'unico vero centro agroalimentare
all'ingrosso nazionale. Ha un bacino d'utenza diretto di oltre
10 milioni di consumatori e serve quotidianamente tutte
le regioni del sud Europa.
- E' il più importante porto globale per questo tipo di
commodities per le zone adiacenti come la Svizzera, il sud della
Francia, la Germania del sud e l'Austria).
- In circa 90 ettari commerciali ospita più
di trecento aziende grossiste e 150 produttori locali,
che distribuiscono su cinque merceologie ad oltre 10 mila
acquirenti un milione di tonnellate di prodotti all'anno.
- Il totale degli occupati diretti e indiretti del comparto supera
le 100 mila unità, mentre il fatturato di 5 mila
mld di lire sviluppato sulle aree ne fa l'azienda più
importante operante sul territorio come volume d'affari.
A fronte di tale dimensione delle attività, da anni
si assiste ad una fase di staticità e di sottovalutazione
in merito a:
- Investimenti in strutture complementari necessarie (area TIR,
parcheggio multipiano)
- Viabilistica di accesso
- Logistica e intermodalità
- Riqualificazione impianti e infrastrutture
- Competitività e politiche di sviluppo
- Sicurezza di processo e ambientale
- Sviluppo e implementazione borse merci
- Modalità di gestione dei flussi finanziari (Cassa Mercato)
- Formazione e trasparenza dei prezzi.
Grave sarebbe continuare a sottovalutare i riflessi negativi per
le imprese (che svolgono la loro attività su terreno demaniale
ed esercitano in regime di concessione), per l'indotto del settore,
per la stessa cittadinanza e per i consumatori.
Va qui ricordato che tutti i mercati pubblici all'ingrosso svolgono,
o dovrebbero svolgere in condizioni ottimali, oltre alle funzioni
sopra richiamate, anche l'azione di formazione trasparente e calmierante
dei prezzi (Legge Regionale Lombarda 12/75 art. 4).
In tempi di scarsa certezza come gli attuali, un mercato sotto lo
stretto controllo del sistema sanitario locale, nelle varie merceologie,
che produce una moltitudine di prodotti, deve essere ampliato e
non certo ridotto.
I Presidenti tutti del comitato ingrosso alimentare denunciano
alle autorità politiche locali regionali e nazionali questo
insostenibile e irragionevole stato di cose, che produce
perdita di valore.
Segnalano che il mancato impegno dell'Amministrazione comunale
può ricondursi a un tentativo di morbida dismissione
dei mercati generali all'ingrosso per poter arrivare ad
un nuovo e diverso uso delle aree, privando il Paese di uno dei
distretti più interessanti d'Italia e d'Europa.
Distretto che vede la presenza di tutte le merceologie agroalimentari
e che è fortemente sinergico con la rete distributiva sia
del dettaglio che dello stesso ambulantato e fonte privilegiata
per il rifornimento del catering e della ristorazione.
Il Centro stesso inoltre, rafforza la sua importanza nel sistema
regionale, nel quale è inserito con un Hub, e due aeroporti
nazionali (Linate e Orio al Serio), una connessione diretta con
i porti di Genova e Livorno nonché la vocazione naturale
ad essere uno dei più importanti snodi intermodali del nord
Italia per la sua posizione strategica rispetto alla rete autostradale.
I Presidenti delle Associazioni dell'ingrosso agro-alimentare
fanno accorato appello alle istanze istituzionali affinchè
in tempi brevi:
- si proceda a definire il piano industriale per la privatizzazione
delle aree, in accordo con gli operatori, al fine di rivalutare
il Centro nel suo complesso e nella direzione delle borse merci
corrispondendo così alla necessità delle imprese
di avere certezza dell'insediamento e del fatto che l'Amministrazione
Comunale ne riconosca il valore e quindi con vita prospettica
e lunga abbastanza per poter attuare lo sviluppo e gli investimenti,
che gli stessi operatori sono disposti ad effettuare;
- si stabilisca una chiara politica di sistema con le infrastrutture
aeroportuali, portuali e ferroviarie;
- si proceda al rilancio dell'intero distretto in relazione alla
sua importanza per la distribuzione del prodotto nazionale e la
sua peculiarità per l'import strategico;
- si investa sul Centro come punto di controllo e di verifica
per la sicurezza alimentare puntando sulla sua naturale prossimità
al consumatore ed equidistanza da ogni fonte di produzione.
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